Ciò che rende la Venezia del Settecento particolarmente affascinante è la gioia di vivere, il suo sfrenato
edonismo, la sua dolce decadenza.... Venezia: città anfibia, umida, che Apollinaire definisce “la vulva
d’Europa”.
Lo spettacolo vuol far rivivere dei frammenti di quel mondo attraverso le parole di due veneziani illustri:
Giorgio Baffo e Giacomo Casanova. Il primo negli innumerevoli sonetti, l’altro nelle Memorie della sua vita,
regalano immagini vivaci e inconsuete della Venezia libertina del Settecento. Piccole e grandi bische, osterie,
monache lascive, feste grandiose, maschere e travestimenti.
Il Baffo, detto l’ “osceno” o il “poeta scandaloso” per il contenuto fortemente erotico dei suoi versi, non vide
mai pubblicata la sua opera in vita, anzi fu osteggiato dalle Autorità cittadine, tuttavia, come testimoniano i
contemporanei, era conosciuto da tutti, anche dalle signore che lo leggevano nei salotti o ai tavoli dei caffè
gustando sorbetti. Perché insieme al realismo più irriverente la sua poesia esprimeva una forte carica di
lirismo e una sapiente ironia.
Casanova, di cui quest’anno ricorre il trecentenario dalla nascita (1725), conosce il Baffo fin da bambino e lo
considera un genio, una sorta di padrino, di ispiratore e di mentore. Anch’egli si dichiara vittima dei sensi per
la formidabile vitalità, il temperamento sanguigno e la curiosità intellettuale. Ha viaggiato freneticamente in
tutta Europa e ha dipinto un mondo denso di luoghi e persone, di eventi e intrighi, dove spesso si è trovato ad
agire con assoluta spregiudicatezza.
Le differenze tra questi due autori sono notevoli. Quello che li accomuna però è la visione del mondo, la loro
filosofia: un inquadramento sensistico-illuminista che si fa beffa dei pregiudizi e della morale corrente per
affermare sempre l’ “edonismo” e la supremazia del “piacere di vivere”.
Nello spettacolo ci sono due donne che interpretano le parole di due uomini, particolarmente espliciti sul
sesso. La scelta non è casuale, ma intende aggiungere una dose di distacco al tono già ironico degli scrittori e
offrire una lettura leggiadra e giocosa di una materia incandescente.
Il gioco dei ruoli si amplia e diventa gioco di palcoscenico quando le avventure citate si animano in momenti
di pura fantasia e i toni crudi si fondono con toni poetici. In sintesi l’intento dello spettacolo è offrire allo
spettatore un tipo di divertimento raffinato e intelligente.